Indicazioni per il soccorso agli animali durante le emergenze
Con il Decreto 21 gennaio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2026, il Dipartimento della Protezione Civile introduce ufficialmente le “Indicazioni operative concernenti le attività di protezione civile in materia di soccorso e assistenza agli animali”, dando attuazione in modo organico a quanto previsto dal Decreto legislativo 2 gennaio 2018, n.1. Il provvedimento definisce un quadro nazionale uniforme per la pianificazione e la gestione degli interventi in favore degli animali in caso di eventi calamitosi, superando approcci frammentati e differenze territoriali; le indicazioni, articolate in tre allegati tecnici, chiariscono ruoli e responsabilità di Regioni, Comuni, servizi veterinari e strutture operative del Servizio nazionale, distinguendo in modo puntuale tra fase di pianificazione e fase di emergenza. Il campo di applicazione delle nuove indicazioni non riguarda soltanto gli animali da compagnia, ma anche quelli da allevamento, la fauna selvatica e le strutture che li ospitano, come rifugi, canili, allevamenti e centri di recupero.
Gli articoli 5 e 6 definiscono obiettivi e azioni per il soccorso agli animali nelle emergenze: l’articolo 5 individua le priorità strategiche, quali la tutela della vita e del benessere animale, la salvaguardia della salute pubblica e veterinaria, la continuità delle attività zootecniche e il sostegno alla popolazione, anche nella gestione degli animali da compagnia durante le evacuazioni. L’articolo 6 traduce questi obiettivi in misure operative, distinguendo tra pianificazione preventiva (mappatura delle strutture, individuazione di aree di accoglienza, procedure di evacuazione e coordinamento con i servizi veterinari) e interventi in emergenza, come il recupero e la messa in sicurezza degli animali, l'assistenza sanitaria, la tracciabilità e il supporto agli allevamenti colpiti. Il decreto istituisce inoltre un tavolo tecnico di coordinamento per garantire raccordo istituzionale, monitorare l’attuazione delle linee operative e aggiornare le procedure.
Viene così introdotto uno standard nazionale che integra stabilmente il soccorso agli animali nella risposta alle calamità, riconoscendone il valore per la sicurezza pubblica e la tenuta socio-economica dei territori.