Acquacoltura: l'UE punta al benessere dei pesci in allevamento
Siamo abituati a parlare di benessere animale per mucche, maiali e polli, tenendo poco, o quasi per niente, in considerazione il settore dell'acquacoltura; eppure, ogni anno nell'Unione Europea, vengono macellati oltre un miliardo di pesci d'allevamento. Il rapporto pubblicato recentemente dalla Commissione Europea ha acceso i riflettori su questo settore, rivelando una realtà a due velocità: se da un lato la scienza conferma che i pesci sono esseri senzienti capaci di provare dolore e paura, dall'altro le normative e i controlli faticano a tenere il passo.
Il problema principale è l’assenza di norme specifiche: a parte la Finlandia, che ha adottato una legge dedicata fin dal 2010, la maggior parte dei Paesi UE si affida a regole generiche: il risultato è che sono state sviluppate tecnologie avanzatissime per far crescere i pesci più velocemente, senza avere a disposizione degli standard per misurare la loro qualità della vita. Spesso, l'unico indicatore utilizzato è la mortalità: se il pesce non muore, si presume stia bene. Ormai è risaputo che non è così semplice.
Garantire il benessere sott’acqua non è facile: vi sono difficoltà logistiche evidenti e persistono pratiche critiche, come la macellazione in acqua e ghiaccio, che prolunga l’agonia degli animali. Sebbene Paesi come la Grecia stiano testando lo stordimento elettrico, la strada per un’adozione di massa è ancora in salita a causa degli alti costi di investimento.
Per colmare questo gap, la Commissione ha messo in campo una serie di azioni concrete:
- l'isituzione di un nuovo centro di riferimento, l'EURCAW-Aqua, che avrà il compito di definire, finalmente, cosa significhi "benessere" per una spigola o una carpa, fornendo parametri scientifici certi agli ispettori;
- la revisione delle norme UE sui trasporti, per garantire che i pesci non subiscano stress eccessivi durante gli spostamenti tra allevamenti o verso il macello;
- l'implementazione di tecnologie, quali sensori e telecamere subacquee capaci di leggere il comportamento dei pesci in tempo reale, segnalando anomalie prima che diventino problemi di salute.
Migliorare il benessere dei pesci non è solo una questione di etica, ma un’opportunità economica: un pesce meno stressato è un pesce più sano, che richiede meno medicinali e offre carni di qualità superiore. Per l'industria europea, la sfida è trasformare questi standard in un marchio di fabbrica che renda i prodotti più competitivi e trasparenti agli occhi di un consumatore sempre più attento e consapevole.
New Report Highlights Gaps and Opportunities in Farmed Fish Welfare across Europe