Salute animale e prevenzione: per il 75% degli italiani i veterinari contribuiscono alla tutela della salute pubblica


È quanto emerge dalla ricerca condotta da YouTrend per AISA – Federchimica per indagare conoscenze, percezioni e comportamenti degli italiani sul rapporto tra salute umana, salute animale e ambiente secondo l'approccio One Health
 

 

Roma, 25 settembre 2026 – Prendersi cura della salute di un animale significa prendersi cura anche della salute delle persone e dell’ambiente in cui viviamo: è il principio alla base dell’approccio One Health, sempre più centrale nel dibattito scientifico e istituzionale. Un principio che trova conferma nel rapporto quotidiano tra gli italiani e i loro animali.

 Secondo la ricerca condotta da YouTrend per AISA, l’Associazione Nazionale Imprese Salute Animale, che fa parte di Federchimica, quasi 8 proprietari di animali su 10 (77%) effettuano visite veterinarie preventive: il 34% almeno una volta ogni sei mesi e un altro 34% circa una volta l’anno. La prevenzione non è più solo una risposta alla malattia, ma una scelta consapevole e continuativa a tutela del benessere dell’animale e, di riflesso, dell’intera famiglia.

 Al centro di questo percorso c'è il medico veterinario, figura di riferimento in cui gli italiani ripongono grande fiducia: l'88% dichiara molta o abbastanza fiducia nella sua capacità di tutelare la salute degli animali, l'86% nella capacità di offrire il consiglio giusto a chi possiede un animale e il 75% nel suo contributo alla tutela della salute pubblica. Non sorprende, quindi, che il veterinario sia anche la prima fonte di informazione sui temi della salute animale, indicato dal 42% degli intervistati, davanti a siti web (34%) e social network (29%). Un ruolo che assume ancora più valore se letto nella cornice del One Health, l'approccio integrato che riconosce l'interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.

 La ricerca evidenzia però un ampio spazio di sensibilizzazione: il 74% degli italiani dichiara infatti di non aver mai sentito parlare di One Health, pur riconoscendo, circa in tre casi su quattro, che la salute degli animali ha un impatto rilevante sul proprio benessere. Un divario tra percezione e consapevolezza che rappresenta oggi la sfida principale per chi opera nel settore della salute animale.

 Sono questi alcuni degli spunti approfonditi oggi nel corso dell'evento "Fedeli alla Salute. Proteggere gli animali, tutelare tutti", promosso da AISA – Federchimica quale momento conclusivo dell'omonima campagna di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione veterinaria. Un confronto, aperto dai saluti istituzionali dell'On. Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute, dedicato al ruolo strategico della prevenzione veterinaria nella tutela della salute pubblica, nella sicurezza alimentare e nella sostenibilità delle filiere agroalimentari. All’incontro hanno preso parte, l'On. Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Romano Marabelli, Advisor della Direzione Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH), la Sen. Vita Maria Nocco, Componente della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica, e il Sen. Manfredi Potenti, Responsabile nazionale del Dipartimento per la tutela del benessere degli animali della Lega.

 Al dibattito hanno inoltre preso parte Arianna Bolla, Membro del Consiglio di Presidenza di AISA - Federchimica, Marco Melosi, Presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), Giovanni Filippini, Direttore Generale della Salute Animale (DGSA) del Ministero della Salute, e Pierluigi Ugolini, Tesoriere della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI).

 Dal dibattito è emersa con forza anche una crescente domanda di informazione da parte dei cittadini. Tra i temi su cui gli italiani vorrebbero saperne di più figurano le malattie trasmissibili dagli animali alle persone (33%), la sicurezza degli alimenti di origine animale (28%) e i controlli lungo le filiere produttive (23%). Restano tuttavia aree di conoscenza da consolidare: solo la metà degli intervistati sa definire correttamente il termine “zoonosi” e meno di uno su due riconosce con precisione il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Un quadro che conferma quanto sia strategico continuare a investire in divulgazione, prevenzione e cultura della salute condivisa.

 "La ricerca ci consegna un dato che è insieme incoraggiante e sfidante: gli italiani si fidano del medico veterinario e praticano la prevenzione, ma il concetto di One Health è ancora poco conosciuto. Il nostro compito è trasformare questa fiducia in consapevolezza diffusa, rendendo tangibile il legame tra salute animale, salute umana e ambiente. È una responsabilità che AISA porta avanti ogni giorno, insieme alle istituzioni e alla comunità scientifica” dichiara Carlo Gazza, Presidente di AISA – Federchimica.

 “I risultati dell’indagine evidenziano due aspetti rilevanti: da un lato la necessità di accrescere la conoscenza dell’approccio One Health tra i cittadini, dall’altro la forte fiducia riconosciuta ai medici veterinari come punto di riferimento per la salute animale e la prevenzione. In un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente incidenza delle patologie croniche, investire in prevenzione è la chiave per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. In questa sfida, il contributo dei professionisti veterinari e dell’industria della salute animale è determinante: i veterinari assicurano attività di prevenzione, controllo e sorveglianza sul territorio, mentre l’industria sviluppa vaccini, farmaci e soluzioni innovative che consentono di prevenire le malattie, migliorare il benessere animale e ridurre l’utilizzo degli antibiotici. Una collaborazione strategica che rafforza la salute pubblica, la sicurezza alimentare e l’attuazione concreta dell’approccio One Health”. Così ha aperto i lavori Marcello Gemmato, Sottosegretario alla Salute.

 “La propensione degli italiani ad accogliere animali domestici nelle proprie case è in crescita, ma il caro vita e la perdita di potere d’acquisto rischiano, però, di incidere anche sulla opportunità di scelta di tanti cittadini nel garantire ai propri animali d’affezione cura e assistenza adeguate, e anche sui maggiori costi che affrontano gli enti del Terzo settore che si occupano di assistenza agli animali”. Lo ha detto la deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, intervenendo all’evento. “Una situazione di cui tenere conto, visto il valore sociale e relazionale che la presenza di animali rappresenta per anziani soli o famiglie con figli. Per questo, sarebbe una buona notizia in legge di Bilancio estendere la Legge 166/16 antispreco, che festeggia il decennale dalla sua approvazione, alla donazione di farmaci veterinari. Una opportunità a costo zero per le casse pubbliche e già prevista per i farmaci ad uso umano, che valorizzerebbe il ruolo delle imprese della filiera nel sostenere concretamente le famiglie, gli enti del Terzo Settore e le strutture che operano quotidianamente per il benessere animale. In questa prospettiva, il settore della veterinaria si conferma un alleato fondamentale, grazie alla sua capacità di promuovere prevenzione, innovazione e una visione integrata della salute, contribuendo al benessere degli animali, delle persone e delle comunità”.

 “La prevenzione veterinaria non deve essere considerata un costo, ma un investimento strategico per la salute degli animali, la sicurezza alimentare e la tutela della salute pubblica. Oggi innovazione, tecnologie e competenze consentono interventi sempre più efficaci lungo tutta la filiera, rafforzando il benessere animale e garantendo standard elevati di qualità e sicurezza. Al tempo stesso, è fondamentale ridurre la distanza che ancora separa molti cittadini dal mondo degli allevamenti, valorizzando il lavoro quotidiano degli allevatori e dei medici veterinari e promuovendo una maggiore conoscenza dei principi di One Health. Investire in prevenzione, comunicazione e formazione significa sostenere la competitività del sistema agroalimentare, contrastare pregiudizi e semplificazioni e valorizzare un patrimonio zootecnico che rappresenta una delle eccellenze del nostro Paese.” Ha evidenziato la Sen. Vita Maria Nocco, Componente della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica.

 “In un contesto internazionale sempre più frammentato, il modello italiano rappresenta un punto di riferimento grazie all’integrazione tra sanità pubblica e sanità veterinaria e alla sua capacità di tradurre concretamente l’approccio One Health. Oggi la sfida è duplice: continuare a investire nella formazione e nelle competenze, e al tempo stesso contribuire alla definizione di regole condivise che garantiscano sicurezza, sostenibilità e benessere animale in un mercato globale in rapida evoluzione. In questo percorso, il ruolo dei medici veterinari è strategico, occorre quindi continuare a investire nella formazione, nelle competenze e nell’innovazione scientifica e tecnologica, affinché la veterinaria italiana continui a essere un punto di riferimento per la salute pubblica, la resilienza delle filiere e la definizione di modelli avanzati a livello globale.” Ha osservato Romano Marabelli, Advisor della Direzione Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (WOAH).

 “I dati confermano che il rapporto tra cittadini e animali sta vivendo una profonda evoluzione: sempre più spesso gli animali entrano nelle famiglie come veri compagni di vita, rendendo necessario un nuovo investimento in consapevolezza, formazione e responsabilità. Promuovere una cultura della prevenzione, facilitare l’accesso ai servizi veterinari e rafforzare gli strumenti educativi significa tutelare al tempo stesso il benessere animale e la salute pubblica. Solo attraverso una corretta informazione, il contributo dei professionisti veterinari e la collaborazione tra istituzioni, imprese e cittadini sarà possibile costruire una relazione sempre più equilibrata tra uomo e animale e dare piena attuazione ai principi dell’approccio One Health.” Ha aggiunto il Sen. Manfredi Potenti, Responsabile nazionale del Dipartimento per la tutela del benessere degli animali della Lega.

 “L’approccio One Health richiede una visione condivisa fondata su conoscenza, formazione e prevenzione, nella quale il ruolo dei medici veterinari e dell’industria della salute animale è essenziale. Attraverso ricerca, innovazione e sviluppo di farmaci, vaccini e soluzioni avanzate, il settore contribuisce ogni giorno a migliorare la salute degli animali, delle persone e dell’ambiente, sostenendo risultati concreti come la significativa riduzione dell’utilizzo degli antibiotici. Si tratta di un lavoro spesso silenzioso ma fondamentale, basato su rigorosi standard scientifici, sistemi di controllo e attività di sorveglianza che rafforzano la fiducia dei cittadini. La sfida oggi è rendere sempre più visibile questo contributo, valorizzando il ruolo strategico della veterinaria e della salute animale nel promuovere sostenibilità, benessere animale, salute pubblica e competitività delle filiere.” Ha ricordato Arianna Bolla, Membro del Consiglio di Presidenza di AISA - Federchimica.

 “Negli ultimi anni il rapporto tra cittadini e animali da compagnia è cambiato profondamente, accompagnato da una crescente attenzione verso il loro benessere e la loro salute. Questa evoluzione rende ancora più importante rafforzare la cultura della prevenzione e la conoscenza dei principi dell’approccio One Health, promuovendo controlli periodici, vaccinazioni e corretti percorsi di monitoraggio. In questo contesto, il medico veterinario svolge un ruolo fondamentale non solo nella cura degli animali, ma anche nella tutela della salute pubblica. Per questo è essenziale fare squadra tra istituzioni, servizi veterinari, professionisti e imprese, promuovendo una comunicazione chiara e basata su evidenze scientifiche. Rafforzare la consapevolezza dei proprietari e diffondere una maggiore conoscenza delle zoonosi, della prevenzione e della corretta gestione degli animali rappresenta un tassello decisivo per costruire una cultura della salute sempre più solida e dare piena attuazione ai principi della salute unica.” Ha spiegato Marco Melosi, Presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI).

 “La veterinaria italiana sta affrontando una fase di profonda trasformazione, nella quale alla tradizionale capacità di gestire le emergenze sanitarie si affianca sempre più la necessità di prevenire e anticipare i rischi. Le sfide legate alla peste suina africana, alle nuove minacce epidemiologiche, ai cambiamenti climatici e alla tutela della biodiversità dimostrano quanto sia fondamentale evolvere verso un modello basato su sorveglianza, analisi dei dati e prevenzione. Per raggiungere questo obiettivo occorre valorizzare il patrimonio di competenze e strumenti di cui il sistema dispone, rafforzando l’integrazione tra servizi veterinari pubblici, professionisti, allevatori, istituti di ricerca e territori. In uno scenario in cui salute animale, sicurezza alimentare, sostenibilità delle filiere e sicurezza del Paese sono sempre più interconnesse, servono una strategia condivisa, una comunicazione efficace e la capacità di fare sistema.” Ha rimarcato Giovanni Filippini, Direttore Generale della Salute Animale (DGSA) del Ministero della Salute.

 “La veterinaria rappresenta oggi un presidio fondamentale di salute pubblica, non solo per il ruolo che svolge nella prevenzione, nella sorveglianza e nella gestione delle emergenze sanitarie, ma anche per la sua presenza capillare sul territorio, particolarmente preziosa nelle aree rurali e marginali. La salute umana, animale e ambientale sono sempre più interconnesse e richiedono un sistema capace di fare rete tra istituzioni, servizi pubblici, professionisti, associazioni e imprese, valorizzando competenze e responsabilità condivise. Per affrontare le sfide future, dalla sicurezza delle produzioni alla gestione degli animali da compagnia, fino al contrasto delle malattie emergenti, è necessario rafforzare la cultura della prevenzione, migliorare il coordinamento tra i diversi livelli territoriali e promuovere una comunicazione più efficace e basata su evidenze scientifiche. Solo in questo modo sarà possibile tutelare la salute pubblica, sostenere le comunità locali e dare piena attuazione ai principi dell’approccio One Health”. Ha concluso Pierluigi Ugolini, Tesoriere della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI).

 

 

 

 

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