Hantavirus Andes: valutazione del rischio e misure di sorveglianza

12 maggio 2026

Lunedì 11 maggio 2026 il Ministero della Salute ha pubblicato una circolare relativa al focolaio di hantavirus tipo Andes, così da fornire i dettagli della situazione e le indicazioni per il monitoraggio e la sorveglianza del quadro epidemiologico.

L’hantavirus appartiene a una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori attraverso l’inalazione di particelle contaminate da urine o feci; a differenza di altri hantavirus, il ceppo Andes è l’unico per cui sia stata documentata la trasmissione uomo-uomo in presenza di contatti stretti. Il periodo di incubazione è solitamente compreso tra le due e le quattro settimane e la malattia può manifestarsi inizialmente con una sintomatologia aspecifica, ma evolvere rapidamente (in 24-48 ore) in una grave sindrome cardiopolmonare con insufficienza respiratoria e shock; la diagnosi può essere confermata attraverso test molecolari (PCR) o sierologici (IgM) che, se effettuati durante l’incubazione, potrebbero anche restituire falsi negativi.

Sebbene le infezioni da hantavirus siano relativamente rare, presentano una letalità significativa che si aggira intorno al 27%. Il dato viene confermato anche dalla situazione attuale: nove casi segnalati, sette confermati, di cui tre decessi. Attualmente non sono disponibili terapie antivirali specifiche, né vaccini autorizzati.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera il rischio globale “basso”, mentre l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), valuta il rischio “molto basso” per la popolazione europea. L’Autorità italiana, con il supporto della rete di sorveglianza epidemiologica e di specialisti in malattie zoonotiche ed emergenti, concorda con la valutazione dell’ECDC, pur ritenendo non del tutto trascurabile la possibilità di sporadici casi di trasmissione interumana; per questo motivo, il Ministero della Salute ha attivato il tracciamento dei passeggeri italiani presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile 2026 e informato le Regioni coinvolte al fine di attivare le misure di quarantena fiduciaria e sorveglianza attiva. Inoltre, il Ministero ha chiesto agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (USMAF) di intensificare i controlli su voli e navi provenienti dalle aree interessate, potenziando le attività di informazione ai viaggiatori e la raccolta dei Passenger Locator Form (PLF) per garantire la rintracciabilità dei contatti.

Le misure che il Ministero raccomanda di mettere in atto differiscono a seconda del livello di esposizione al rischio: le persone “ad alto rischio”, come quelle a bordo della nave o a stretto contatto con casi confermati, saranno sottoposte a quarantena fiduciaria per 42 giorni e a sorveglianza sanitaria attiva quotidiana; le persone “a basso rischio”, ossia quelle che hanno avuto un’esposizione occasionale o non prolungata ai casi confermati, dovranno monitorare i sintomi associati all’infezione e, in caso di insorgenza di uno di questi, procedere all’isolamento immediato e alla segnalazione alle autorità locali.

La circolare individua inoltre l’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” (INMI Spallanzani) come laboratorio nazionale di riferimento, in attesa della definizione di una rete di laboratori regionali dedicati; infine, include due allegati contenenti le indicazioni operative per la gestione dei casi e le misure di sorveglianza sanitaria.

 

0003482-11/05/2026-DPRES-MDS-PFocolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica

Health and Food Safety Directorate-General - Coordination at the heart of EU hantavirus response