Controlli su residui: manca armonizzazione a livello locale

10 giugno 2026

Negli scorsi giorni è stato pubblicato il report relativo all'audit della Commissione Europea in Italia, condotto dal 17 novembre al 3 dicembre 2025, che ha avuto come obiettivo la valutazione dei controlli ufficiali sui residui di sostanze farmacologicamente active, pesticidi e contaminanti negli animali e nei prodotti di origine animale; la conclusione generale evidenzia che l’attuazione dei piani di controllo è sostanzialmente conforme ai requisiti normativi dell’Unione europea, risultando efficace nel garantire la sicurezza sanitaria dei prodotti di origine animale. Tuttavia, l’efficacia complessiva del sistema è indebolita dalla mancanza di un approccio armonizzato tra il livello nazionale e quello regionale o delle province autonome, in particolare per quanto riguarda l’esecuzione dei campionamenti e la gestione delle non conformità.

Dal punto di vista della rete dei laboratori ufficiali, le analisi condotte dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali offrono ampie garanzie di affidabilità: tutte le strutture visitate operano in regime di accreditamento ISO/IEC 17025:2017 e i metodi analitici risultano inclusi nei relativi ambiti di accreditamento. Nonostante siano state riscontrate alcune carenze minori nella validazione di specifici metodi e nel sistema di controllo qualità interno, tali criticità non sono state ritenute sufficienti a ridurre la fiducia nella ripetibilità dei risultati. I tassi di realizzazione del piano nazionale rispetto agli obiettivi europei risultano eccellenti, attestandosi al 103,0% nel 2023 e al 103,4% nel 2024, con procedure di campionamento e di custodia adeguate a garantire la validità scientifica della filiera.

Le principali criticità operative, come già introdotto, emergono invece nell’applicazione dei controlli sul territorio da parte delle autorità locali: sebbene i piani nazionali prevedano una strategia di campionamento mirata e basata sulla valutazione del rischio, diverse interviste condotte con gli operatori addetti al prelievo hanno evidenziato una tendenza a eseguire campionamenti di tipo casuale. Tale problematica è stata riscontrata nei settori dell’apicoltura, dell’acquacoltura e della carne equina e ovina, evidenziando una parziale carenza nella conoscenza delle procedure mirate da parte del personale ispettivo. Si registrano inoltre disomogeneità nella gestione delle non conformità analitiche tra le diverse regioni; in particolare, in presenza di procedure di contestazione analitica attivate da parte degli operatori del settore alimentare, alcune autorità locali adottano misure restrittive immediate, mentre altre attendono l’esito finale della controversia per diversi mesi, in contrasto con le disposizioni comunitarie. Il documento segnala inoltre un caso specifico in cui, a fronte della positività del muscolo bovino a sostanze antinfiammatorie non autorizzate, non sono state adottate immediate misure di detenzione cautelativa sul bestiame e sull’allevamento. L’azione si è limitata alla trasmissione del fascicolo all’autorità giudiziaria, senza ulteriori indagini documentali sul posto. Viene infine rilevata l’assenza di audit interni sistematici sull’esecuzione dei controlli dei residui, ad eccezione del comparto lattiero-caseario.

Nel corso della riunione di chiusura della verifica ispettiva, le autorità italiane non hanno sollevato obiezioni rispetto ai rilievi formulati e hanno confermato la pianificazione di audit integrati da completare entro il 2027, finalizzati in particolare a ridurre le differenze interpretative regionali e ad armonizzare le procedure di controllo e di applicazione delle misure sanzionatorie.

CT-2025-0046 - evaluate controls on residues of pharmacologically active substances, pesticides and contaminants in animals and animal products

Report EN - download

Competent Authority's comments on the draft report - download