Parere CESE sul futuro della normativa agroalimentare

23 luglio 2026

Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha adottato il proprio parere sulla proposta di semplificazione e rafforzamento della normativa in materia di sicurezza degli alimenti e dei mangimi (cosiddetto "Pacchetto Omnibus"). Il documento delinea un orientamento chiaro per il futuro della filiera agro-zootecnica, sottolineando come la semplificazione normativa e la riduzione degli oneri amministrativi rappresentino condizioni essenziali per rafforzare la competitività e la resilienza economica del mercato interno, a patto che non vengano compromessi gli elevati standard dell'Unione europea in materia di salute pubblica, biosicurezza e valutazione scientifica.

Secondo il CESE, l'eccessiva stratificazione normativa degli ultimi anni ha reso più complessa l'attuazione delle disposizioni da parte degli operatori economici; per garantire certezza del diritto e maggiore efficacia della legislazione, il Comitato chiede che ogni futura revisione normativa sia accompagnata da solide valutazioni d'impatto preventive, fondate sul principio di precauzione e su evidenze scientifiche consolidate.

Tra i numerosi temi affrontati nel parere:

  • Biotecnologie e OGM: il CESE esprime forti riserve sulle esenzioni proposte dalla Commissione per i prodotti ottenuti mediante processi di fermentazione che impiegano microrganismi geneticamente modificati (MGM); infatti, secondo il Comitato, qualora tali microrganismi non svolgano unicamente la funzione di coadiuvanti tecnologici, ma siano i diretti produttori dell'alimento finale, quest'ultimo dovrebbe essere classificato come "ottenuto a partire da OGM". Viene inoltre ribadita la necessità di garantire ai consumatori un'informazione completa attraverso standard elevati di trasparenza ed etichettatura, evitando l'introduzione di nuove aree di incertezza normativa.
  • Comparto Feed: il CESE richiama l'attenzione sull'ipotesi di eliminare unilateralmente le import tolerances per alcune sostanze non autorizzate nell'Unione nell'ambito della revisione dei livelli massimi di residui (LMR). Il Comitato ritiene indispensabile una preventiva valutazione d'impatto, evidenziando che un irrigidimento normativo non coordinato potrebbe compromettere l'approvvigionamento di materie prime strategiche provenienti dai mercati internazionali, come le colture proteiche, con conseguenze sulla competitività degli allevamenti europei e sulla stabilità delle filiere.
  • Sottoprodotti di Origine Animale: un capitolo significativo del parere è dedicato alla revisione del Regolamento (CE) n. 1069/2009; a sedici anni dalla sua entrata in vigore, il CESE rileva come l'attuale disciplina presenti sovrapposizioni e criticità rispetto alla Direttiva (UE) 2018/851 sui rifiuti, in particolare nella gestione dei prodotti alimentari non più destinati al consumo umano e dei sottoprodotti di categoria 3. Alla luce dei progressi tecnologici e della riduzione dei rischi biologici, il Comitato auspica un aggiornamento della normativa che elimini le difformità applicative tra gli Stati membri e renda il quadro regolatorio più coerente ed efficace.
  • EFSA: il CESE propone di rafforzare il ruolo dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), attribuendole la facoltà di avviare autonomamente segnalazioni e rivalutazioni mirate delle sostanze attive autorizzate a tempo indeterminato. Secondo il Comitato, tale prerogativa non dovrebbe essere riservata esclusivamente alla Commissione europea e agli Stati membri, ma estesa anche all'Autorità indipendente, così da rafforzare la trasparenza e la credibilità del sistema europeo di valutazione del rischio.
  • Biologico: il parere giudica eccessivamente restrittiva l'ipotesi di vietare completamente l'impiego di metalli pesanti naturali, come il rame, tradizionalmente utilizzati nell'agricoltura biologica e in altre pratiche agricole. Il CESE ritiene che tali sostanze possano continuare a essere impiegate, purché siano garantite la tutela della salute umana e animale, la salvaguardia del suolo e della biodiversità. Parallelamente, invita l'Unione europea a sostenere la ricerca e lo sviluppo di alternative più sostenibili.

Il parere del CESE va così a delineare un indirizzo preciso per il legislatore europeo: perseguire una semplificazione normativa che alleggerisca gli oneri per le imprese senza ridurre il livello di tutela della salute pubblica, della sicurezza alimentare e dell'ambiente: ogni futura evoluzione del quadro regolatorio dovrà continuare a fondarsi sul rigore scientifico, sulla valutazione preventiva degli impatti e su un approccio integrato lungo l'intera filiera agroalimentare.

 

C/2026/2557 - Parere del Comitato economico e sociale europeo

Per saperne di più: Omnibus Food & Feed: l'UE semplifica le regole